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Ultraschallbilder
33 ragioni di avere un bambino

Un genio a un passo dall’essere abortito

Questo cortometraggio, di realizzazione professionale, si basa su un fatto reale. L’ambientazione riporta al 18° secolo: una gestante si trova sull’orlo di un baratro, e anche il bambino che porta in grembo è minacciato da distruzione… Ma non si arriva a tanto. Invece, alla fine la madre, nonostante il parto difficile, può dire in piena sincerità sì al bambino – o, per usare le parole del film, riesce «ad accogliere le note discordanti» per «comporre con queste una nuova melodia». ■ Lingua: tedesco con sottotitoli in inglese ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: https://crescendomovie.com

Il festeggiato era stato abortito

È un pensiero che perseguita tante donne dopo un aborto: «Come sarebbe se il mio bambino fosse ancora vivo?» Nel cortometraggio «Aaron», una giovane donna si trova a combattere con questo interrogativo nel giorno calcolato per il compleanno del proprio figlio abortito: immagina di trascorrere la giornata con lui nel parco giochi. Il video culmina con la scena in cui la donna siede sola su una panchina e ode la voce di un bambino piccolo mormorare: «Ti amo, mamma. E ti perdono.» ■ Lingua: inglese con sottotitoli in italiano ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: http://lifesitenews.com

«Mamma, voglio raccontare che cos’è veramente l’aborto»

Il cortometraggio «To Be Born» («Nascere») tratta di una giovane donna alle prese con una gravidanza fuori programma e intenzionata di abortire. Nel mezzo dell’intervento si viene a trovare in una penosa situazione: ode la voce della sua figlioletta non ancora nata, che comincia a descrivere gli sconvolgenti particolari di quello che le sta succedendo. ■ ATTENZIONE: Questo film contiene scene e particolari probabilmente non adatti a minorenni e persone particolarmente emotive. ■ Lingua: Inglese ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: http://tobeborn.com ■ Commento: Cortometraggio con alcune immagini difficile da sopportare, ma realizzato con vera professionalità.

«Sangue del tuo sangue»

Videoclip rap «Dis Fleisch und Bluet» (Sangue del tuo sangue) ■ Stego feat. Cesca ■ Lingua: dialetto svizzero tedesco ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: http://stego.ch

Notizie24.11.2016

I fautori dell’aborto vogliono facilitarne ancora l’accesso in tutto e per tutto

In incognito alla conferenza internazionale sull’aborto, di Lisbona

Conferenza sull’aborto, di Lisbona, 2016.

Fautori dell’aborto, provenienti da ogni dove, dibattono e discutono animatamente su come facilitare in tutto il mondo l’accesso all’aborto (Lisbona, Grande auditorio del centro culturale Culturgest, 14 ottobre 2016; © immagine: Jaroslav Kaminski).

Ogni due anni, medici abortisti e altri tipi di fautori dell’aborto si ritrovano in una conferenza internazionale. Quest’anno vi è stata presente in incognito anche la sostenitrice tedesca della protezione della vita Cornelia Kaminski. mamma.ch fornisce una sintetica relazione della sua testimonianza.

Circa 500 persone erano presenti dal 13 al 15 ottobre 2016 nella capitale del Portogallo, Lisbona, per il congresso. Tema: «Migliorare il percorso delle donne attraverso l’aborto». Più appropriato sarebbe stato «Facilitare l’accesso all’aborto», – poiché si trattava soprattutto di questo!

 

Pillola abortiva franco domicilio. Significativo il rapporto della direttrice dell’organizzazione «Women on Waves» («Donne sulle onde»): negli ultimi 15 anni, queste «women» si portarono cinque volte in tutto con la loro «nave abortistica» battente bandiera olandese davanti alle coste di paesi aventi leggi restrittive sull’aborto. Là consegnarono la pillola abortiva a donne gestanti. In parallelo a quest’azione e con più vasto effetto avanza dal 2006 il progetto «Women on Web» («Donne sul web»): alle donne che vogliono abortire ma che risiedono in paesi con leggi restrittive sull’aborto l’organizzazione offre la pillola abortiva, da ordinare in Internet e da ricevere in casa. Compilare un questionario medico e consegnare una dichiarazione di accettazione è quanto necessario! mamma.ch ha fatto la prova… Poiché però la Svizzera è un paese «che garantisce l’accesso all’aborto sicuro», l’ordinazione non ha potuto essere trasmessa.

La pillola abortiva comporta il rischio di effetti secondari nocivi per la salute. Nell’ordinazione online le donne vengono sì rese attente sulla necessità di accertarsi di essere in prossimità di una struttura sanitaria, per un certo tempo dopo l’assunzione della pillola. Però di un interesse di «Women on Web» a un aborto «sicuro» non è davvero questo il caso! Già 50'000 donne dovrebbero aver abortito con l’aiuto dell’organizzazione. Là dove la dogana sequestra la pillola abortiva, si può semmai ricorrere all’impiego di droni, ha spiegato la relatrice a Lisbona. Comunque sia, l’aborto va completamente trasferito in ambito privato – nel quale il legislatore non ha più facoltà di disporre. Gli aborti praticati in autonomia non figurano in alcuna statistica ufficiale!

 

«Liberare l’aborto dallo stigma». Tre rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) hanno presentato alla conferenza un «gigantesco progetto per la raccolta dei dati» relativi alle legislazioni sull’aborto e alle loro attuazioni in tutti i paesi del mondo. Là dove, riguardo all’aborto, sono ancora presenti per esempio pause obbligatorie di riflessione, disposizioni sulla consultazione di un secondo medico o anche il diritto di rifiutare per motivi di coscienza una prestazione, deve essere possibile esercitare pressioni attraverso i dati raccolti. Anche nel caso di aborti, si deve applicare in tutto il mondo lo «standard OMS»… L’OMS designa, beninteso, l’aborto un «diritto dell’umanità».

Infine, nel congresso si è anche parlato di come «liberare l’aborto dallo stigma». Proprio giovani donne che hanno abortito dovrebbero diventare «avvocate» a favore dell’aborto e a tale scopo utilizzare anche le reti sociali, è stato proposto. Inoltre l’aborto dovrebbe diventare tema nei programmi d’insegnamento e si dovrebbe fare di più per rendere anche gli aborti nel secondo terzo della gestazione «più accettabili in società». – Tutti questi scandalosi e provocatori propositi chiariscono in sostanza solo una cosa; i difensori della protezione della vita non potranno rilassarsi ancora per molto tempo!

 

Ringraziamo Cornelia Kaminski per il gentile consenso di impiegare contenuti della sua relazione originale. Kaminski è vicepresidente dell’«Aktion Lebensrecht für Alle (ALfA) e. V.» (Azione Diritto alla vita per tutti).