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Ultraschallbilder
33 ragioni di avere un bambino
Messaggio del Presidente USA alla Marcia per la Vita di Washington
Il 19 gennaio 2018, per la prima volta un Presidente USA in carica si è rivolto in linea in diretta ai partecipanti della «March for Life» a Washington D.C. Seguite, in questa ripresa dal giardino della Casa Bianca, le osservazioni introduttive del vicepresidente Mike Pence e poi il discorso di Donald J. Trump (durata totale 13 minuti circa). ■ Lingua: inglese ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: https://whitehouse.gov
Così tanta gente ha preso parte alla March for Life 2018!
Il 19 gennaio 2018 si è tenuta sotto condizioni meteorologiche ideali la 45a March for Life (Marcia per la Vita) a Washington D.C. Vedete qui a volo d’uccello una ripresa, comprimata a 1 minuto di durata, del corteo quasi interminabile di manifestanti! ■ Video senza sonoro ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: https://studentsforlife.org
Un genio a un passo dall’essere abortito
Questo cortometraggio, di realizzazione professionale, si basa su un fatto reale. L’ambientazione riporta al 18° secolo: una gestante si trova sull’orlo di un baratro, e anche il bambino che porta in grembo è minacciato da distruzione… Ma non si arriva a tanto. Invece, alla fine la madre, nonostante il parto difficile, può dire in piena sincerità sì al bambino – o, per usare le parole del film, riesce «ad accogliere le note discordanti» per «comporre con queste una nuova melodia». ■ Lingua: tedesco con sottotitoli in inglese ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: https://crescendomovie.com
Il festeggiato era stato abortito
Il festeggiato era stato abortito
È un pensiero che perseguita tante donne dopo un aborto: «Come sarebbe se il mio bambino fosse ancora vivo?» Nel cortometraggio «Aaron», una giovane donna si trova a combattere con questo interrogativo nel giorno calcolato per il compleanno del proprio figlio abortito: immagina di trascorrere la giornata con lui nel parco giochi. Il video culmina con la scena in cui la donna siede sola su una panchina e ode la voce di un bambino piccolo mormorare: «Ti amo, mamma. E ti perdono.» ■ Lingua: inglese con sottotitoli in italiano ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: http://lifesitenews.com
«Mamma, voglio raccontare che cos’è veramente l’aborto»
Il cortometraggio «To Be Born» («Nascere») tratta di una giovane donna alle prese con una gravidanza fuori programma e intenzionata di abortire. Nel mezzo dell’intervento si viene a trovare in una penosa situazione: ode la voce della sua figlioletta non ancora nata, che comincia a descrivere gli sconvolgenti particolari di quello che le sta succedendo. ■ ATTENZIONE: Questo film contiene scene e particolari probabilmente non adatti a minorenni e persone particolarmente emotive. ■ Lingua: Inglese ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: http://tobeborn.com ■ Commento: Cortometraggio con alcune immagini difficile da sopportare, ma realizzato con vera professionalità.
«Sangue del tuo sangue»
Videoclip rap «Dis Fleisch und Bluet» (Sangue del tuo sangue) ■ Stego feat. Cesca ■ Lingua: dialetto svizzero tedesco ■ Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) ■ Fonte: http://stego.ch

Incinta senza volerlo – e adesso?

Le seguenti storie vere sono successe alla centrale del Aiuto svizzero per madre e bambino (ASMB). Sono state pubblicate anonimamente con il titolo «Storia del mese» e messe a disposizione di www.mamma.ch.

Non un secondo aborto!

Venerdì pomeriggio. Di solito il venerdì arrivano più chiamate telefoniche che negli altri giorni. Il telefono della hotline squilla. All’apparecchio una voce femminile, solo poche parole e poi un attacco di pianto. La consulente attende pazientemente. Piano piano, la donna all’altro capo comincia a raccontare: dei suoi due bambini, del marito da lungo tempo senza lavoro e – della sua nuova gravidanza. I mezzi finanziari bastano ad arrivare appena al 20 del mese, per questo si è reso inevitabile il ricorso ai debiti. I due bambini le costano tanto di quel sacrificio, da portarla di continuo al limite delle proprie energie. Anche il matrimonio minaccia di andare a rotoli. Per la nuova situazione, il marito vede una sola via d’uscita, l’aborto.

«Già due anni fa eravamo nella stessa situazione. Allora ho abortito. Per un po’, tutto è proseguito normalmente. Poi, arrivata l’epoca corrispondente al compimento dei nove mesi, cominciai ad essere tormentata da sensi di colpa e da un terribile vuoto interno. Da allora mi sento sempre più senza forze. Oggi, quando vedo un bambino dell’età che avrebbe anche il nostro terzo figlio, i pensieri che mi assalgono sono insopportabili! No, non voglio abortire una seconda volta! Non voglio più sperimentare una cosa simile! Troppo forte è il mio rimorso!»

La consulente è al corrente dello smisurato patimento delle donne che hanno abortito e le dice: «Lei non è sola con la sua afflizione, anche altre madri sono provate da un’uguale pena! Adesso però non deve fare un’altra volta lo stesso errore. Da noi riceverà tutto l’aiuto necessario affinché il suo quarto bambino possa vivere!» Viene concordato un colloquio con i coniugi, e la consulente, un’assistente sociale di professione, li raggiunge. Dopo l’esame dei documenti, la coppia riceve l’assicurazione che la Fondazione ASMB provvederà al completamento dell’occorrente per il neonato e alla copertura dei costi.

Trascorre un mezzo anno e arriva il momento del parto. Tutto va per il meglio. Poco dopo, del tutto inaspettatamente, il padre riceve un posto di lavoro. Adesso la famiglia può di nuovo badare da sola a se stessa – ed è felice! Ad ogni contatto con la consulente, la madre conferma: «Non può immaginare quanto sia immensa la mia felicità e quanta gratitudine io provi verso chi mi ha aiutato a far vivere questo bambino!»

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Il giorno della nascita

Il signor P. (38) è disoccupato da qualche tempo. Questa situazione lo opprime molto. La sua famiglia ha dei debiti. I due figli hanno già 8 e 12 anni. La signora P. (33) decide quindi di andare a lavorare in una fabbrica alla catena di montaggio. Il mattino comincia a lavorare alle sei e mezzo.

Ed ecco giungere una notizia inaspettata: la signora P. è di nuovo incinta! I signori P. vedono nero. «Occorrerà abortire?!» Presa da questi pensieri, la signora P. si reca all’ospedale per una visita medica. La dottoressa riconosce l’urgenza interiore della signora P. Le raccomanda di telefonare all’ASMB. Non conoscendo l’ASMB la signora P. si rivolge dapprima all’assistenza sociale, dove riceve però una risposta negativa. Va quindi al centro Pianificazione Familiare ma anche lì nessuno la vuole aiutare.

La signora P. telefona allora all’ASMB. Già il primo colloquio con una consulente della centrale telefonica d’emergenza la fa sentire meglio. Poco tempo dopo le viene comunicato quanto segue: «Lei può contare sul nostro accompagnamento e sul nostro aiuto! Inoltre è possibile un sostegno finanziario per il bambino!» La signora P. viene informata anche sui diritti in materia di assicurazione maternità e la consulente s’impegna nella ricerca di un lavoro per il marito. L’aiuto concreto a favore della vita non manca di esplicare i suoi effetti: per la signora P. un aborto non entra più in linea di conto. I mesi successivi sono tuttavia ancora molto impegnativi. La signora P. deve lavorare molte ore supplementari.

Infine succede l’impensabile: il signor P. può andare a presentarsi presso una ditta e poco tempo dopo – la provvidenza ha voluto che fosse proprio il giorno della nascita del bambino! – riceve la notizia della sua assunzione al posto di lavoro. La famiglia P. non riesce quasi a capacitarsene. Quanto successo conferma una volta ancora che la fortuna arride a chi si decide per la vita!

La signora P. e il suo piccolo stanno ora bene. L’ASMB offre loro per i primi tre mesi un aiuto finanziario transitorio. Il neonato riempie tutti di gioia, in particolare i fratelli maggiori.

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Le lacrime salvano la vita

Quando Claudine (18) fa il test, le viene un colpo: «Incinta?! … Per favore, no! Non adesso!!» Un paio di mesi prima aveva dovuto interrompere il suo apprendistato di panettiera per motivi di salute e da allora non ne ha ancora iniziato uno nuovo, e anche il suo ragazzo non ha ancora finito il suo tirocinio.

In un primo momento Claudine pensa che, nella sua situazione, un aborto sia la cosa giusta: «Mi manca completamente la terra sotto i piedi – di fronte alle incognite che si pongono per la mia formazione, per le mie prospettive di guadagno e per quelle del mio ragazzo!» Tuttavia, il fatto che, alla nona settimana di gravidanza, in un esame con gli ultrasuoni possa già sentire il battito cardiaco, la tocca profondamente. Sua madre si mostra contrariata: «Io abortirei!» La madre del ragazzo di Claudine, invece, reagisce positivamente e informa la giovane coppia dell’esistenza della centrale d’emergenza dell’Aiuto svizzero per madre e bambino.

Poco dopo ha luogo un’intensa discussione a tre: la consulente dell’ASMB, Claudine e il suo ragazzo. Il ragazzo si esprime: «Non posso assumere la responsabilità finanziaria per un figlio!» La consulente si fa spiegare con precisione la situazione della giovane coppia e affronta le preoccupazioni esistenti. Offre un aiuto concreto e fissa un prossimo appuntamento telefonico. Il giorno dopo la coppia si reca al servizio cantonale di consulenza per donne incinte; Claudine non contatta più l’ASMB. La sua consulente cerca più volte di raggiungerla, ma invano. Finalmente, dopo una settimana, Claudine richiama e spiega: «Abbiamo avuto nel frattempo due appuntamenti in ospedale per abortire! Ma ogni volta ho pianto talmente che siamo stati rimandati a casa dal personale!» La consulente dell’ASMB si sente sollevata: «Mi congratulo con voi per esservi schierati in favore della vita del vostro bambino. Con l’aiuto necessario andrà tutto per il meglio!»

La nebbia ha così iniziato a diradarsi. Al momento del buono stampa di questo articolo, la nascita del piccolo è ormai imminente. Tutti se ne rallegrano. L’ASMB sarà comunque sempre a disposizione di Claudine e del suo bambino, qualora ne avessero bisogno.

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