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Politica24.03.2010

Finanziamento dell’aborto: la povertà non è un argomento convincente

Risposte a domande critiche sull’iniziativa popolare

Dalla fine di gennaio è in corso la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare «Il finanziamento dell’aborto è una questione privata». Durante la raccolta ci si trova spesso confrontati con argomenti che in un primo momento possono disorientare, ma che in realtà non sono poi sostenibili.

«I parti sono più costosi degli aborti.»

Gli aborti provocano solo costi diretti e costi conseguenti. I parti, invece, sono uno sgravio per le casse malati: dopo la nascita, in realtà, uno continua a pagare per tutta la vita i premi dell’assicurazione malattie e contribuisce così a coprire cento volte i costi dei parti.

«Nel 2002 i votanti dissero sì all’aborto. Ciò deve valere adesso!»

Nel caso dell’iniziativa non si tratta della questione dell’aborto, bensì del finanziamento. Molti non vogliono contribuire a finanziare gli aborti di altri. Queste persone rifiutano per motivi di coscienza il cofinanziamento.

«I promotori dell’iniziativa mostrano poca disposizione sociale. Le donne con scarse possibilità economiche dovranno ricorrere per un aborto ad una ‹praticona›.»

L’aborto non è più da tempo una questione di possibilità economiche. Il prezzo di un aborto, specialmente dopo l’introduzione della pillola abortiva «Mifegyne» (RU-486), è sensibilmente diminuito. I premi di un’assicurazione privata per i costi dell’aborto non supererebbero i 2 franchi il mese circa. Per contraccettivi, le donne spendono oggi mensilmente sui 20 franchi.

«L’iniziativa non è solidale. Con l’assicurazione di base si sostengono infatti per solidarietà anche altre prestazioni che poi non si richiederanno mai.»

Più bassi premi per la cassa malati vanno a favore di tutti. Il finanziamento degli aborti è per molti una questione di coscienza. Agire contro la propria coscienza non può in alcun modo essere una questione di solidarietà.

«Non si dovrebbe dire ‹L’aborto non è una malattia›, bensì ‹La gravidanza non è una malattia›.»

L’assicurazione obbligatoria malattie copre i costi di gravidanza e parto. Ciò va bene così. La legge (LAMal art. 30) afferma però che in caso di un aborto l’assicurazione obbligatoria malattie è tenuta ad assumere gli stessi costi delle prestazioni in caso di malattia. Contro ciò si oppone il comitato di iniziativa. Gli aborti non sono una malattia e non appartengono perciò al catalogo delle prestazioni dell’assicurazione di base.

 

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Un genio a un passo dall’essere abortito

Questo cortometraggio, di realizzazione professionale, si basa su un fatto reale. L’ambientazione riporta al 18° secolo: una gestante si trova sull’orlo di un baratro, e anche il bambino che porta in grembo è minacciato da distruzione… Ma non si arriva a tanto. Invece, alla fine la madre, nonostante il parto difficile, può dire in piena sincerità sì al bambino – o, per usare le parole del film, riesce «ad accogliere le note discordanti» per «comporre con queste una nuova melodia». – Lingua: tedesco con sottotitoli in inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: crescendomovie.com

Il festeggiato era stato abortito
Il festeggiato era stato abortito

È un pensiero che perseguita tante donne dopo un aborto: «Come sarebbe se il mio bambino fosse ancora vivo?» Nel cortometraggio «Aaron», una giovane donna si trova a combattere con questo interrogativo nel giorno calcolato per il compleanno del proprio figlio abortito: immagina di trascorrere la giornata con lui nel parco giochi. Il video culmina con la scena in cui la donna siede sola su una panchina e ode la voce di un bambino piccolo mormorare: «Ti amo, mamma. E ti perdono.» – Lingua: inglese con sottotitoli in italiano – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: lifesitenews.com

«Mamma, voglio raccontare che cos’è veramente l’aborto»

Il cortometraggio «To Be Born» («Nascere») tratta di una giovane donna alle prese con una gravidanza fuori programma e intenzionata di abortire. Nel mezzo dell’intervento si viene a trovare in una penosa situazione: ode la voce della sua figlioletta non ancora nata, che comincia a descrivere gli sconvolgenti particolari di quello che le sta succedendo. – ATTENZIONE: Questo film contiene scene e particolari probabilmente non adatti a minorenni e persone particolarmente emotive. – Lingua: Inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: tobeborn.com – Commento: Cortometraggio con alcune immagini difficile da sopportare, ma realizzato con vera professionalità.

«Sangue del tuo sangue»

Videoclip rap «Dis Fleisch und Bluet» (Sangue del tuo sangue) – Stego feat. Cesca – Lingua: dialetto svizzero tedesco – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: stego.ch