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Notizie24.03.2010

«Volutamente» generati e uccisi

Quando gli embrioni multipli vengono «ridotti»

Boom «in vitro»: nell’anno 2002, quasi 3'500 donne si sono sottoposte in Svizzera ad un trattamento medico di procreazione assistita. Entro il 2008, questo numero è salito fino a quasi 6'000.

All’inizio c’è desiderio di figli, che però non può essere soddisfatto per vie naturali. Sempre più coppie in tali condizioni ricorrono alla medicina della procreazione. Al fine di aumentare le probabilità di buon esito, spesso il medico impianta nell’utero fino a tre embrioni. L’effetto è che aumenta, e di molto, anche l’eventualità di una gravidanza multipla. A richiesta della coppia, gli embrioni multipli vengono poi in parte «ridotti» – ossia, in altre parole, uccisi in modo mirato.

Autore: Gisela Bührer-Dinkel

Al momento, la medicina della procreazione sta conoscendo un vero «boom». Solo in Svizzera, 25 centri che appartengono alla «Società Svizzera di Medicina della Riproduzione» e che ne raccolgono i dati in un registro per tutto il paese, offrono trattamenti di medicina della procreazione. Inoltre, varie pagine di Internet pubblicizzano studi medici privati, che vantano prestazioni corrispondenti. L’agenda degli appuntamenti è al completo già con anticipo di mesi. Il grafico alla pagina seguente mostra il continuo aumento della richiesta.

Secondo l’Ufficio federale di statistica, le donne che nell’anno 2008 si sottoposero ad un trattamento di procreazione assistita dalla medicina furono in totale 5'960. Nel 36,4% di queste donne insorse una gravidanza, che nel 71,5% dei casi fu condotta fino al parto, con un totale di 1'828 nati vivi. Per il 18,6% di questi si trattò di un parto plurigemellare. Al confronto, nel concepimento naturale i parti plurigemellari sono solo dell’1,3–1,4%.

UCCISIONE IN MODO MIRATO. Nelle gravidanze avviate con una fecondazione in vitro, la probabilità di embrioni multipli è quindi notevolmente maggiore che nella fecondazione naturale. Le gravidanze multiple sono però più gravose per la salute, sia della madre sia dei figli. Quanto è possibile viene così talvolta fatto: i bambini «soprannumerari» vengono uccisi in modo mirato nel grembo della madre! Siccome in tale caso si vuole lasciare in vita possibilmente il bambino più «in buona salute», può addirittura succedere che prima si compia una scelta – con i metodi della diagnosi prenatale.

La letteratura specializzata descrive come in realtà avviene l’embrioriduzione: il metodo più in uso consiste nell’iniettare cloruro di potassio nel cuore del bambino designato. A causa dell’aumentato rischio di danneggiare pure il cuore della madre e degli altri bambini, invece che cloruro di potassio si propone pure l’uso di un collante organico o aria. Nell’iniezione di aria è stato peraltro riscontrato un aumento dell’indice di aborti spontanei per gli altri embrioni. Come termine più «favorevole» per praticare l’iniezione di cloruro di potassio si è dimostrato, secondo la letteratura specializzata, quello compreso tra l’8a e la 12a settimana di gravidanza. Altri ricercatori hanno invece indicato, sulla base di 183 gravidanze nelle quali era stata eseguita un’embrioriduzione, che per questo intervento il periodo più «favorevole» è compreso tra la 16a e la 24a settimana di gravidanza. – Da notare che ci sono bambini in grado di vivere fuori del grembo materno già dalla 22a settimana! – Il bambino ucciso viene espulso dal grembo materno solo al momento del parto degli altri bambini.

QUANTE VOLTE? L’Associazione Mamma ha preso contatto telefonico con tutte le 25 cliniche della Società Svizzera di Medicina della Riproduzione, e anche con altri medici. Tutte le persone qui citate preferiscono non essere menzionate per nome. Due medici di importanti centri di medicina della procreazione hanno reagito in modo evasivo alla domanda tesa ad accertare se nella loro clinica si praticano embrioriduzioni. Il medico primario di un altro centro, struttura privata, ha dichiarato che egli stesso non ne pratica. A suo dire, queste vengono compiute in grandi centri, di regola in cliniche universitarie, in quanto l’intervento presenta un rischio relativamente elevato di perdere tutta la gravidanza. Dati precisi sulla frequenza delle embrioriduzioni non sono possibili. Una dottoressa ha dichiarato che in Svizzera le embrioriduzioni sono una rarità e che a questo riguardo non ci sono dati.

In effetti, poiché in Svizzera non sussiste l’obbligo di registrazione per le embrioriduzioni, non sono disponibili dati ufficiali. Una dottoressa attiva in un centro che esegue circa 1'000 cicli l’anno di trattamento di medicina della procreazione, ha fornito, per il centro, il dato indicativo di circa cinque embrioriduzioni l’anno, ciò che corrisponde a 0,5%. Secondo l’Ufficio federale di statistica, nell’anno 2008 sono stati eseguiti 9'624 cicli di trattamenti. Su questa base, le embrioriduzioni per l’anno 2008 possono essere valutate in numero di circa 50 per tutta la Svizzera.

A questo punto si deve tuttavia ricordare che le embrioriduzioni entrano in que-stione anche nel caso di gravidanze dovute a fecondazione naturale. Con lo stesso rapporto statistico, si può per questo caso stimare un numero aggiuntivo di embrioriduzioni di ancora circa 3,5 volte tanto. Ciò significa che in Svizzera si praticano in tutto presumibilmente più di 200 embrioriduzioni l’anno.

NEL TESTO DELL’INIZIATIVA. Il termine per l’inizio della raccolta delle firme per l’iniziativa popolare federale «Il finanziamento dell’aborto è una questione privata» era stato fissato al 26 gennaio 2010. L’iniziativa esige che anche per le embrioriduzioni i costi non siano coperti dall’assicurazione obbligatoria malattie. Il corrispondente, nuovo capoverso della costituzione federale dovrebbe suonare così: «Fatte salve rare eccezioni legate alla madre, l’interruzione di gravidanza e l’embrioriduzione non sono incluse nell’assicurazione obbligatoria».

Invitiamo tutti i nostri benefattori e simpatizzanti ad impegnarsi a favore di questa importante iniziativa popolare. I formulari per la raccolta delle firme possono essere trovati in Internet sotto mamma.ch, oppure possono essere ordinati al numero telefonico 061 415 20 57.

 

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