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Notizie22.09.2010

Medico abortista: «L’80% delle mie pazienti sono recidive»

Intervista su «un affare sporco»

Il dogma «Nessuna donna prende con leggerezza l’aborto» non risponde del tutto all’esperienza del Dr. Tarantini nel suo studio medico. (© Figura: Raphael M./PantherMedia)

«Il ‹diritto› all’aborto ci ha reso barbari.» Parole gravi, proprio da parte di uno che pratica aborti – dal 1978, circa 300 l’anno, al momento nel Nord Italia, fino a poco tempo fa anche in Svizzera. Per coerenza, Valter Tarantini (61) dovrebbe smettere al più presto con la sua disumana attività. Mamma.ch riporta alcuni brani di un colloquio di Benedetta Frigerio con il medico abortista, tenuto per il settimanale italiano «Tempi».

Dottor Tarantini, dalla legalizzazione dell’aborto (entrato in vigore in Italia nel 1978 in forma di una «soluzione dei termini») a oggi si dice che le recidive siano aumentate. Conferma?
Oggi l’aborto non è più l’estrema ratio. Interrompere una gravidanza è diventata una cosa normalissima. Anzi meno importante di altre. Prima lo si faceva per combattere la morale. Il frutto che vedo oggi è che la morale non c’è più e che l’80 per cento delle mie pazienti sono recidive. Ogni paziente ha avuto in media dai tre ai sei aborti. Ma ho incontrato anche una donna che era alla quarantesima Ivg (interruzione volontaria di gravidanza).

(…)

Vede delle soluzioni?
Ho proposto a Gianfranco Fini (presidente della Camera dei deputati italiana) e alla Lega (Partito Lega Nord) di far pagare l’Ivg. Non nel privato, se no ci speculerebbero sopra, ma restando nel pubblico. Non vedo infatti perché il contribuente debba pagare 1.300 euro a una persona che non è malata, sta bene e non ha problemi.

(…)

Se una paziente richiede un aborto per motivi inconsistenti, lei, che è medico non obiettore, può rifiutarsi di intervenire?
Se lo facessi finirei su tutti i giornali e mi denuncerebbero, perché ho violato la legge. Formalmente una donna un motivo lo trova sempre. Tempo fa venne da me una coppia giovane e benestante che aveva deciso di abortire il primo figlio. Domandai perché. Mi risposero che era un po’ presto per avere figli. «E quando avete intenzione di averne?», chiesi. «Mah, l’anno prossimo», risposero. È chiaro che in quel caso il motivo non sussisteva, ma ne hanno trovato uno. Ti dicono che se non lo fai si buttano giù dalla finestra, che gli rovini la carriera. Per questo tanti hanno iniziato a fare obiezione. Scappano tutti.

La Ru486 (ultimamente la pillola abortiva è stata autorizzata anche in Italia) non peggiora le cose?
È solo una conseguenza. L’aborto è un affare sporco che nessuno vuole guardare più. Né i medici, né la società, né le donne che non sanno più di che si tratta.

Lei afferma che occorre riscoprire il valore della maternità. Lei non può aiutare le donne che incontra in questo percorso?
Ma non vede che sfascio? Penso che non servirebbe a nulla. Prima c’erano gli ideali, la vita si dava per qualcosa. Oggi non interessa più nulla se non il piacere passeggero, l’edonismo sfrenato. Mia madre invece mi ha voluto bene, si faceva il mazzo per me e anche a suon di schiaffi mi diceva cosa era bene e cosa male.

E allora non sarebbe opportuno farlo anche con le sue pazienti?
Non so se mi ascolterebbero. Mi darebbero del rompipalle. Non basta nemmeno quando gli dico che il figlio è un bene sempre e comunque, che è vita dall’inizio.

Se pensa queste cose perché continua a praticare interruzioni di gravidanza?
Ho iniziato perché a 25 anni ho visto morire due donne per aborto clandestino. Non vorrei tornassimo a situazioni di questo genere. Lo faccio per quelle poche che mi sembrano disperate.

Ma magari lascerebbe un segno maggiore se, come i suoi genitori hanno fatto con lei, indicasse un ideale più alto, quello del valore della vita, invece che correre ai ripari mettendo a tacere le coscienze…
Non so… Io non basto, tutto il mondo continuerebbe a dire il contrario. Questa epoca assomiglia all’Impero romano in decadenza, con i barbari che avanzano. Ma noi anziché combatterli diventiamo come loro. Che posso fare io da solo, anche smettessi di fare gli aborti?

I monaci alla caduta dell’Impero hanno ricostruito tutto da soli e rieducato persino i barbari…
Forse noi cristiani abbiamo calato le braghe, ci siamo vergognati del cristianesimo. Un tempo i cristiani si facevano mangiare dai leoni, oggi noi scappiamo. Un tempo amavamo i figli, oggi li uccidiamo. Forse il problema a monte siamo davvero noi. E i barbari invece che cambiare arrivano qui e ci trasformano loro.

Intervista: Benedetta Frigerio. Originale in «Tempi», 17 giugno 2010.

 

Cosa pensa Mamma.ch

DA ESPLICATIVO A SPAVENTOSO. Nell’intervista, un medico che da anni pratica aborti mette in questione il diffuso dogma, secondo il quale nessuna donna prende l’aborto alla leggera. Egli vorrebbe che gli aborti debbano essere pagati in proprio, e considera il fattore costi come un efficace mezzo dissuasivo. Il fatto che poi il Dr. Tarantini da parte sua continua a praticare gli aborti (al momento nella città di Forlì nel Nord Italia), è però una cosa semplicemente tragica. Poiché aveva visto morire due donne per complicazioni dopo un aborto clandestino, cominciò, come ginecologo, a praticare aborti – e da allora ha ucciso all’incirca 10.000 bambini. Per alcune poche donne che gli «sembrano disperate», il Dr. Tarantini accetta di levare la vita ogni anno a 300 bambini – e pare che non abbia la consapevolezza che nemmeno a queste donne, con la morte del loro bambino, non fornisce alcun vero aiuto. L’aborto non è mai una soluzione. Pur condannando tutto l’«affare sporco», non ha ancora trovato la via per smettere. Alla fine dell’intervista parla di «noi cristiani»… un invito a pregare per lui?! A proposito, il Dr. Tarantini nel colloquio si riferisce in prima linea alla situazione in Italia, però poi completamente diversa non sarà in Svizzera.

 

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