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Politica20.06.2012

I quattro intenti dell’iniziativa «di protezione»

La raccolta delle firme comincia adesso

Logo dell’iniziativa di protezione.

Il segno di riconoscimento visivo della nuova iniziativa.

Dopo l’allontanamento di un membro del comitato, l’iniziativa popolare «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare» è stata lanciata di nuovo.

Da un anno in qua, il tema dell’«insegnamento obbligatorio in materia di sessualità a cominciare dalla scuola dell’infanzia» agita enormemente le acque. È un segno dell’urgenza della nuova iniziativa. Il popolo vuole che l’insegnamento scolastico in materia di sessualità sia adesso mantenuto entro i dovuti limiti!

L’iniziativa popolare è stata concepita da reputatissimi professori svizzeri di diritto, e ha come obiettivi i seguenti quattro punti. Primo: introduce un esplicito diritto fondamentale dei genitori all’educazione sessuale dei loro figli. Secondo: vieta l’insegnamento in materia sessuale nella scuola dell’infanzia e nelle prime due classi della scuola elementare. Terzo: permette un insegnamento in materia sessuale a cominciare dal nono anno d’età del bambino, senza obbligo di frequenza, e inoltre prevede espressamente nel testo che i cantoni possono organizzare un tale corso (ma non ne sono obbligati). E quarto: esclude che l’insegnamento possa essere delegato a corpi professionali esterni (Aiuto Aids, pedagoghi sessuali), così da collocare in primo piano il rapporto di fiducia tra genitori e insegnante di classe.

L’Associazione Mamma raccomanda il pieno sostegno all’iniziativa «di protezione» e partecipa anche attivamente alla raccolta delle firme.

 

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Un genio a un passo dall’essere abortito

Questo cortometraggio, di realizzazione professionale, si basa su un fatto reale. L’ambientazione riporta al 18° secolo: una gestante si trova sull’orlo di un baratro, e anche il bambino che porta in grembo è minacciato da distruzione… Ma non si arriva a tanto. Invece, alla fine la madre, nonostante il parto difficile, può dire in piena sincerità sì al bambino – o, per usare le parole del film, riesce «ad accogliere le note discordanti» per «comporre con queste una nuova melodia». – Lingua: tedesco con sottotitoli in inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: crescendomovie.com

Il festeggiato era stato abortito
Il festeggiato era stato abortito

È un pensiero che perseguita tante donne dopo un aborto: «Come sarebbe se il mio bambino fosse ancora vivo?» Nel cortometraggio «Aaron», una giovane donna si trova a combattere con questo interrogativo nel giorno calcolato per il compleanno del proprio figlio abortito: immagina di trascorrere la giornata con lui nel parco giochi. Il video culmina con la scena in cui la donna siede sola su una panchina e ode la voce di un bambino piccolo mormorare: «Ti amo, mamma. E ti perdono.» – Lingua: inglese con sottotitoli in italiano – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: lifesitenews.com

«Mamma, voglio raccontare che cos’è veramente l’aborto»

Il cortometraggio «To Be Born» («Nascere») tratta di una giovane donna alle prese con una gravidanza fuori programma e intenzionata di abortire. Nel mezzo dell’intervento si viene a trovare in una penosa situazione: ode la voce della sua figlioletta non ancora nata, che comincia a descrivere gli sconvolgenti particolari di quello che le sta succedendo. – ATTENZIONE: Questo film contiene scene e particolari probabilmente non adatti a minorenni e persone particolarmente emotive. – Lingua: Inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: tobeborn.com – Commento: Cortometraggio con alcune immagini difficile da sopportare, ma realizzato con vera professionalità.

«Sangue del tuo sangue»

Videoclip rap «Dis Fleisch und Bluet» (Sangue del tuo sangue) – Stego feat. Cesca – Lingua: dialetto svizzero tedesco – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: stego.ch