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Notizie19.09.2012

Rio+20: Niente «diritti riproduttivi»

La comunità mondiale vota indirettamente contro l’aborto

Rio de Janeiro.

Rio de Janeiro con la sua statua di Cristo: qui si tenne lo scorso giugno la Conferenza dell’ONU sullo sviluppo sostenibile. (© Figura: Mario Roberto Durán Ortiz)

Naufragate alla Conferenza dell’ONU sullo sviluppo sostenibile «Rio+20» le intenzioni di organizzazioni fautrici dell’aborto di inserire nella dichiarazione finale il principio dei «diritti riproduttivi».

Dal 20 al 22 giugno 2012 si è tenuta a Rio de Janeiro, Brasile, la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile («Rio+20»). I resoconti dei mezzi di informazione riferirono soprattutto l’insoddisfazione di tanti ambienti per la dichiarazione finale, «vuota di significato» e «non vincolante».

Dal punto di vista della protezione della vita – e quindi per i bambini non ancora nati – il documento ha però anche qualcosa di buono: le organizzazioni fautrici dell’aborto erano da mesi all’opera per portare avanti nella conferenza «Rio+20» il riconoscimento in campo mondiale dei «diritti riproduttivi». Però ne è nata un’opposizione. Lifenews.com ha citato il 20 giugno 2012 una presa di posizione del Nicaragua: l’espressione «diritti riproduttivi» non sarebbe altro per le Nazioni Unite che parole in codice per indicare l’aborto. Da parte sua, il Cile dichiarò che il diritto alla vita è inconciliabile con l’espressione «diritti riproduttivi». Anche numerosi altri paesi non erano d’accordo sull’inserimento di tali presunti «diritti» nella dichiarazione finale. Alla fine i paesi si riunirono e poterono così evitare ogni riferimento ai «diritti riproduttivi». Un notevole successo per le forze favorevoli alla protezione della vita!

 

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Videoclip rap «Dis Fleisch und Bluet» (Sangue del tuo sangue) – Stego feat. Cesca – Lingua: dialetto svizzero tedesco – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: stego.ch