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Notizie22.11.2012

Difensori della vita presenti alla conferenza sull’aborto

Incontro della lobby internazionale dell’aborto in Scozia

Difensori della vita a Edimburgo.

«Le donne meritano qualcosa di meglio dell’aborto»: un gruppo di giovani difensori della vita sulla piazza davanti al centro di conferenze di Edimburgo.

Il 19 e 20 ottobre 2012 si è svolta a Edimburgo in Scozia una conferenza mondiale che ha riunito medici operatori di aborti e altri sostenitori di tale pratica. Anche gruppi per la difesa della vita britannici e di altri Paesi erano presenti sul posto.

Da 15 anni un’organizzazione autodenominatasi «Federazione internazionale degli operatori di aborto e contraccezione» (FIAPAC) tiene a scadenza annuale o biennale un ciclo di conferenze per rappresentanti di tutte le professioni che si occupano di aborti quali consulenti, levatrici e medici ma anche politici e altri attivisti. Obiettivo dichiarato della FIAPAC è ottenere il presunto «diritto» di abortire «per ogni donna», nonché la «libertà di accesso a tutti i metodi di aborto in qualsiasi Paese». L’orientamento della conferenza è quindi chiaramente favorevole all’aborto. L’edizione di quest’anno ha riunito al centro di conferenze di Edimburgo 460 persone, tre quarti delle quali donne, provenienti da 45 Paesi.

 

DENTRO, LA CONFERENZA. La conferenza ha visto anche la partecipazione «segreta» di alcuni difensori della vita. Al termine della conferenza una partecipante in incognito ha riferito a mamma.ch: «Ero costernata nel percepire il bisogno dei sostenitori dell’aborto di giustificarsi, di sbarazzarsi dei sensi di colpa e di ripetere quindi senza sosta che l’aborto è un ‹diritto› della donna.» Già nell’allocuzione di apertura è stato addirittura affermato che «la libertà di decidere» è più di un «diritto»… è «giusta» (nel senso di «moralmente buona»).

Alla conferenza erano presenti anche quattro partecipanti dalla Svizzera. Il dott. med. André Seidenberg, medico zurighese operatore di aborto, ha moderato un seminario. Anne-Marie Rey di Zollikofen, per decenni propugnatrice della «soluzione dei termini» in Svizzera, ha parlato durante lo stesso seminario sugli «aborti tardivi in Europa». Il professor Johannes Bitzer, medico sessuologo e primario alla clinica ginecologica dell’università di Basilea, ha diretto una sessione sul tema della contraccezione. La dott. Helena von Hertzen, a capo fino a poco tempo fa del dipartimento «Salute e ricerca riproduttive» dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) a Ginevra ha esposto l’evoluzione riscontrata nell’ambito della contraccezione di soccorso («pillola del giorno dopo»).

 

FUORI, LA CONTROMANIFESTAZIONE. Davanti al centro di conferenze a Edimburgo si sono riuniti durante i due giorni circa 150 rappresentanti di gruppi per la difesa della vita provenienti dalla Gran Bretagna, dall’Irlanda, dalla Germania, dall’Austria, dalla Svizzera e dall’America, i quali hanno fatto da contrappunto a quanto è stato proferito all’interno dell’edificio. Cartelli e manifesti recanti scritte come «Le donne meritano qualcosa di meglio dell’aborto», «Le donne si pentono di aver abortito» o «Le donne hanno bisogno di amore, non dell’aborto» hanno reso attenti i partecipanti alla conferenza e l’opinione pubblica sul fatto che l’aborto non è mai una «soluzione» per una donna incinta che versa nel bisogno.

I dimostranti hanno informato mamma.ch di aver cercato appositamente, durante i due giorni, il dialogo con i partecipanti alla conferenza e di avere effettivamente intavolato numerosi dialoghi costruttivi davanti al centro di conferenze. Ciò è stato non da ultimo reso possibile grazie all’approccio del tutto pacifico delle dimostrazioni svolte dai difensori della vita. Inizialmente i poliziotti presenti avevano ordinato a ciascun difensore della vita il divieto di interpellare i partecipanti alla conferenza ma di lì a poco si sono ricreduti e non hanno più espresso la benché minima obiezione al riguardo.

 

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