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Politica22.11.2012

La Commissione del Consiglio nazionale è incorreggibile

«Il finanziamento dell’aborto è una questione privata» all’esame del Parlamento

La libertà di coscienza di centinaia di migliaia di persone che versano i premi sembra non entrare in linea di conto: la Commissione incaricata dell’esame preliminare dell’iniziativa raccomanda al Consiglio nazionale il rifiuto dell’iniziativa popolare per un finanziamento privato dell’aborto.

L’iniziativa popolare federale «Il finanziamento dell’aborto è una questione privata» – depositata il 4 luglio 2011 con 110'000 firme – è attualmente in fase di dibattimento presso il Parlamento. Quale Camere prioritaria, il Consiglio nazionale delibererà sull’iniziativa nel marzo 2013. Competente dell’esame preliminare, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità ha consultato il 1° novembre 2012 due membri del comitato d’iniziativa. Valérie Kasteler e Dominik Müggler hanno avuto modo di spiegare i contenuti dell’iniziativa popolare. Essi hanno tra l’altro indicato ai membri della Commissione che in Austria il finanziamento privato dell’aborto viene praticato con successo da oltre 37 anni senza ripercussioni negative.

 

OPINIONE ERRATA. Pressoché tutte le iniziative popolari vengono respinte dalle commissioni parlamentari e dalle Camere. Non vi è dunque da stupirsi che la Commissione del Consiglio nazionale si sia infine espressa con un rifiuto durante la deliberazione del 1° novembre. Composta di 25 membri, essa ha proposto, con 18 voti contro 5, 1 astensione e 1 assenza, di respingere senza controprogetto l’iniziativa popolare «Il finanziamento dell’aborto è una questione privata» (i voti di minoranza provenivano globalmente da consiglieri nazionali UDC).

Anche se un rifiuto era di per sé atteso, non si può fare a meno di notare una certa rigidità ideologica da parte della Commissione del Consiglio nazionale. Quest’ultima incorre nell’errore, assai diffuso, di ritenere che l’iniziativa popolare in questione lanci un attacco sostanziale alla «soluzione dei termini». Dal profilo politico tale opinione appare però del tutto insensata poiché l’iniziativa verte unicamente sulla questione del finanziamento dell’aborto. In contropartita, la Commissione non fa niente per impedire l’inosservanza della libertà di coscienza di centinaia di migliaia di membri che versano anche loro i premi delle casse malati in Svizzera ma che non sono d’accordo di vedersi imporre il cofinanziamento degli aborti.

 

OPINIONE DEL POPOLO. Accogliendo l’iniziativa, la Commissione avrebbe potuto nel contempo esprimere la volontà di liberare l’assicurazione malattie da prestazioni che non la riguardano. L’assicurazione malattie deve guarire e salvare la vita, non deve finanziare l’uccisione di bambini non ancora nati!

La deliberazione in seno al Parlamento è soltanto una tappa intermedia verso la votazione popolare. La data di quest’ultima non si farà attendere ancora troppo a lungo: fra circa un anno e mezzo il popolo avrà l’ultima parola sul progetto.

 

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