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Politica21.07.2015

L’iniziativa di protezione non sarà votata – il comitato fonda un’associazione

Perché l’iniziativa popolare è stata ritirata

Berna, 17 dicembre 2013.

Berna, 17 dicembre 2013: Una ragazzina aiuta a portare nella cancelleria federale gli scatoloni con le 110‘000 firme per l’iniziativa di protezione. (© Figura: m.a.d.)

Il 14 luglio 2015, il comitato «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare» ha reso noto che non porterà alla votazione l’iniziativa popolare, ma che invece fonde un’associazione con funzione di sorveglianza. mamma.ch si è informato presso il comitato dell’iniziativa sui motivi del ritiro – e su quello che succederà nel seguito.

Numerosi cittadini continuano a essere fortemente sensibilizzati sui rischi di una sessualizzazione scolastica precoce. Questo stato d’animo è confermato dalle cifre risultate dal sondaggio per il barometro delle apprensioni sulla protezione della vita 2015 (vedere qui). Tanto maggiore dovrebbe essere quindi ora la meraviglia per il fatto che l’iniziativa di protezione, depositata un anno e mezzo fa, venga ritirata dai suoi promotori. Specialmente perché, per esempio, anche nel sito web dell’iniziativa (iniziativa-di-protezione.ch) fino a poco tempo fa non si era dato alcun segnale che il comitato dell’iniziativa pensasse mai alla possibilità di un ritiro.

 

Molto si è già ottenuto. Richiesto sui motivi del ritiro, il comitato dell’iniziativa ha dichiarato che dopo attenta valutazione i suoi membri sarebbero giunti, praticamente in concordia, alla conclusione che una campagna a lungo termine giova alle esigenze dell’iniziativa di più che la decisione, a breve distanza, della votazione. Ciò soprattutto anche se si considera che l’iniziativa ha già prodotto tanto di positivo – e senza che in questo frattempo sia arrivata a una votazione popolare.

Nella sua comunicazione del 14 luglio ai mezzi d’informazione, il comitato dell’iniziativa elenca infatti anche cinque «risultati positivi», già raggiunti a partire dal lancio dell’iniziativa di protezione nell’anno 2011:

  1. «L’opinione pubblica è stata sensibilizzata sul tema dell’educazione sessuale.
  2. Confederazione e Cantoni hanno dovuto chinarsi sul tema dell’introduzione dell’insegnamento sulla sessualità a partire dalla scuola dell’infanzia come proposto dall’UFSP. Il successo dell’iniziativa, con le sue 110'000 firme raccolte, mostra inequivocabilmente che la popolazione non è disposta ad accettare la strisciante introduzione di questo tipo d’insegnamento senza battere ciglio.
  3. È stata ottenuta l’eliminazione del materiale pornografico presente nelle cosiddette ‹sexbox› ideate per le scuole dell’infanzia ed elementari basilesi; è stato inoltre rimosso il poco appropriato termine ‹sexbox›.
  4. Il Centro di competenza ‹Pedagogia sessuale e scuola› dell’Alta scuola pedagogica di Lucerna, istituito su incarico dell’UFSP, ha chiuso i battenti. Ancora una volta l’UFSP è stato ridimensionato.
  5. Il piano di studio 21 (Svizzera tedesca) non prevede più l’insegnamento in materia di sessualità ai bambini sotto i 10 anni di età. Nell’intero piano di studio si è rinunciato a utilizzare il termine di stampo ideologico ‹gender›.»

 

Funzione di sorveglianza e protezione. Rimane l’interrogativo su chi nel futuro svolgerà la funzione di sorveglianza e protezione, che nell’iniziativa di protezione era stata prevista per l’articolo della costituzione. A tale riguardo, il comitato dell’iniziativa comunica che si trasformerà in un’associazione («Associazione iniziativa di protezione»). Il consigliere nazionale Dr. Sebastian Frehner e molti altri membri del comitato collaborerebbero nella presidenza. La pubblicazione del periodico «Iniziativa di protezione – attualità», con una tiratura di oltre 30'000 esemplari, sarà continuata. L’associazione sorveglierà l’evoluzione dell’insegnamento sulla sessualità in Svizzera e prenderà «tutte le misure del caso per prevenire eventuali eccessi».

 

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