nothing received yet
Ultraschallbilder
33 ragioni di avere un bambino
Ulteriori news
Notizie23.09.2015

Scandalo USA: l’industria degli aborti non conosce scrupoli

Un’esperta presume: in Svizzera situazione non migliore

Parti del corpo di un bambino abortito.

Gli organi vengono utilizzati: I fornitori di aborto fanno a pezzi i resti senza vita dei bambini che hanno ucciso – e li vendono ai laboratori. L’immagine proviene da uno dei video investigativi e mostra parti del corpo di un bambino abortito dopo 11 settimane e 6 giorni di gestazione.

David Daleiden.

David Daleiden (26): Il responsabile del lavoro di ricerca.

Una dottoressa, dirigente della Planned Parenthood.

Filmata sotta copertura: una dottoressa, dirigente della PP, durante un pasto di lavoro. (© Figure: centerformedicalprogress.org)

_Riprese segrete documentano un traffico di bebé abortiti_   Il maggior fornitore di aborti in America non solo uccide bebè, ma ne vende anche i pezzi: a questa conclusione giunge una ricerca condotta in USA su ampia scala da giovani difensori della vita. Dopo la pubblicazione di sconvolgenti video, organismi governativi hanno avviato indagini.

«Planned Parenthood» – in italiano qualcosa come «genitorialità pianificata» – è il nome dell’impresa accusata. Questa considera e pratica manifestamente l’aborto come parte integrante della pianificazione familiare: non meno di un terzo di tutti gli aborti in USA va sul conto della Planned Parenthood Federation of America (PP). In centinaia di cliniche PP, distribuite su tutto il continente, sono stati praticati nell’anno 2013 complessivamente 357'653 aborti.

 

Commercio illegale. Ma non basta. Nell’estate di quest’anno, un gruppo di giovani difensori della vita ha costretto un vero e proprio orrore di venire alla luce: cliniche PP commerciano «tessuti» di bambini abortiti. «Materiale» dall’8a fino alla 24a settimana di gravidanza viene in tale traffico passato – beninteso dietro un corrispettivo «al pezzo» – a organizzazioni pubbliche e private di biotecnica, per essere adoperato. Con un sistema commerciale del genere, le cliniche PP operano su un terreno di illegalità.

Gli organi di bambini abortiti – come cuore, polmoni, fegato – possono trovare impiego, tra l’altro, per trapianti in nati prematuri e neonati. Le cellule possono essere coltivate e poi usate anche in adulti (per esempio cellule del cervello per tutte le patologie dipendenti da quest’organo, ossia malattie del midollo spinale, sclerosi multipla, forme di demenza…). Addirittura in certi prodotti cosmetici sono contenute cellule di bambini abortiti.

 

Video investigativi. La clamorosa rivelazione era stata preparata da un piccolo gruppo di difensori della vita intorno a David Daleiden (26), con un complesso lavoro di ricerca, condotto per 30 mesi. Espressamente a questo scopo, gli iniziatori avevano fondato la ditta «BioMax», che lasciava intendere di voler procurare a laboratori di ricerca parti del corpo di bambini abortiti, come praticato da imprese reali. Così David Daleiden e la sua «collega di lavoro» trovarono accesso ai dirigenti PP. Effettuarono colloqui e trattative, e in tali occasioni filmarono in segreto con mini apparecchi (occultati per esempio nella cravatta o in collane). Inoltre raccolsero decine di dichiarazioni di testimoni e di una «whistleblower». Il 14 luglio 2015, il gruppo cominciò, con una frequenza praticamente settimanale, a pubblicare estratti del materiale filmato. Fino al momento che questo articolo è stato pubblicato su Mamma.ch, sono già dieci i video brevi visionabili in Internet, inoltre anche le versioni originali non ridotte dei colloqui registrati.

Ciò che si osserva e si ascolta con le rivelazioni dei video è in alcuni punti davvero insostenibile. Una dottoressa, dirigente della PP, per esempio, parla con tono rilassato durante un pasto di lavoro della possibilità di adeguare il metodo abortistico anche alla richiesta di organi specifici, – allo scopo di estrarre dall’utero «materiale» per quanto possibile «indenne». Secondo i colloqui registrati, per ogni «singolo pezzo» di un bambino abortito sarebbero richiesti da 50 a 75 dollari circa. In due filiali PP, gli emissari della «BioMax» hanno avuto inoltre l’occasione di giudicare la «qualità» delle «parti fresche del corpo fetale». (A tale occasione risalgono le foto riportate in cima di questo articolo. «Questo luogo era davvero un angolo d’inferno», dichiarò al proposito David Daleiden all’inizio di agosto in una trasmissione TV.)

 

Aspre reazioni. Grazie alle rivelazioni dei video, il traffico illegale di bambini abortiti, praticato già da anni, raggiunse la coscienza pubblica americana. Il primo dei video brevi fu visionato in YouTube già 3 milioni di volte circa. Anche se all’inizio i media classici non riportarono il caso, nei media sociali è stato un tema di attualità. Le reazioni alle rivelazioni furono irruente, l’indignazione immensa. La PP riceve ogni anno dal governo Obama circa 500 milioni di dollari dei contribuenti. Questa enorme quantità di denaro statale va finalmente soppressa, richiedono in molti – sul piano politico innanzi a tutti, naturalmente, i Repubblicani. Con questo l’aborto diviene di nuovo e definitivamente un tema nella battaglia per le elezioni presidenziali primarie.

Più stati dell’unione, come pure tre commissioni del Congresso, hanno avviato indagini sulle PP. In vari stati, inoltre, è stato abolito il sovvenzionamento con denaro dei contribuenti. Per la PP, lo scandalo non si placherà tanto presto. I difensori della vita americani si augurano che la scoperta di sempre più fatti ignominiosi indebolisca col tempo la reputazione del maggiore fornitore di aborti e che alla fine si arrivi a una scomparsa di quest’organizzazione… L’Associazione Mamma si associa dalla Svizzera all’augurio – e si propone di tenere ancora di più sott’occhio l’«affare aborto», anche nel nostro paese (cfr. riquadro seguente «E la Svizzera?»).

 

«E la Svizzera?» – Tre domande ad Alexandra M. Linder, esperta sul tema «Affare aborto»

 

Signora Linder, secondo le Sue ricerche, il prelievo di organi da bambini abortiti è diffuso in campo internazionale. In effetti, questo prelievo è legale anche in Svizzera, peraltro le leggi pertinenti proibiscono qualsiasi commercializzazione. Che cosa pensa Lei, i medici abortisti in Svizzera osservano questa proibizione – o ci sono ragioni di presumere un traffico affaristico come in USA?

Alexandra Linder (© Figura: Paul Badde)Alexandra M. Linder: Il sospetto è ovvio. I medici abortisti guadagnano tanto denaro con l’uccisione di bambini prima della nascita. Per l’adeguata rimozione di questi, divenuti «rifiuto ospedaliero potenzialmente contagioso», devono corrispondere determinate spettanze. Se si presenta l’alternativa di un guadagno esente da imposte, compresa la rimozione gratuita, perché non acconsentire a tale offerta? È impossibile immaginare che chi non ha esitazioni nell’uccidere bebè prima della nascita si faccia scrupolo di destinarli poi a un impiego lucroso.

Se inoltre si osservano tutte le possibilità di trattamenti con cellule embrionali e fetali disponibili oggigiorno, dall’«anti-aging» fino al trattamento di patologie, come il morbo di Parkinson o il diabete, ci si domanda da dove provengano tutte queste cellule. Una terapia per il Parkinson richiede per esempio da 10 a 20 feti. La compagnia americana StemExpress, che fornisce cellule epatiche di origine fetale e che ha collaborato con Planned Parenthood, afferma nella sua filosofia aziendale che la discrezione è una delle sue più decise norme. Tradotto in chiaro, ciò significa: vendeteci i bambini, nessuno verrà a saperne alcunché.

 

Come reazione allo scandalo USA si sono levate voci da circoli tedeschi per la vita, che hanno richiesto un’approfondita indagine sulla Pro Familia (Germania), il membro tedesco della International Planned Parenthood Federation (IPPF). Sarebbe opportuno il caso di adoperarsi in favore di una tale indagine anche per la Salute sessuale Svizzera, il membro svizzero dell’IPPF?

L’organizzazione Aktion Lebensrecht für Alle (ALfA) e. V., di cui sono vice-presidente federale, sostiene con forza questa richiesta in Germania. Infatti la Pro Familia gestisce innanzi tutto in proprio dotazioni per l’aborto, e inoltre respinge con veemenza ogni limitazione dell’aborto, e quindi anche l’ordinamento della consulenza per la gravidanza, praticato in Germania, ma approfitta dei vantaggi fiscali di questo sistema per le sue sedi di consulenza.

In Svizzera la normativa giuridica dell’aborto risponde in gran parte all’ideologia dell’IPPF, sostenuta anche dall’organizzazione Salute sessuale Svizzera. Se questa è implicata nella pratica di aborti, una tale indagine è naturalmente raccomandabile.

 

Lo scandalo in USA è stato invero scoperto soprattutto grazie a riprese filmiche nascoste e simulazione di interesse verso una collaborazione societaria. Ci sono persone che manifestano dubbi riguardo a una giustificazione etica di tali «inchieste sotto copertura». Che cosa ne pensa Lei?

Senza le inchieste sotto copertura lo scandalo sarebbe stato scoperto solo più tardi o mai. Per altre situazioni, tali metodi non provocano reazioni. Qui però è stato centrato un punto dolente, che da decenni ci molesta eticamente: la disumanizzazione dei bambini non ancora nati, con tutte le sue atroci conseguenze. E ciò era importante.

 

Alexandra M. Linder (49) fa parte delle menti alla guida del movimento per il diritto alla vita in Germania. Oltre alla sua attività onoraria nella direzione dell’Aktion Lebensrecht für Alle (ALfA) e. V., è anche alla guida del servizio d’emergenza per la gravidanza vitaL. È madre di tre bambini e lavora come libera professionista pubblicitaria e traduttrice. Nel 2009 è stato pubblicato il suo primo libro «Geschäft Abtreibung» («Affare aborto»), nel quale svela tante vicende e connivenze scandalose intorno a tale questione tabù (disponibile solo in lingua tedesca).

 

Video consigliati

Messaggio del Presidente USA alla Marcia per la Vita di Washington

Il 19 gennaio 2018, per la prima volta un Presidente USA in carica si è rivolto in linea in diretta ai partecipanti della «March for Life» a Washington D.C. Seguite, in questa ripresa dal giardino della Casa Bianca, le osservazioni introduttive del vicepresidente Mike Pence e poi il discorso di Donald J. Trump (durata totale 13 minuti circa). – Lingua: inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: whitehouse.gov

Così tanta gente ha preso parte alla March for Life 2018!

Il 19 gennaio 2018 si è tenuta sotto condizioni meteorologiche ideali la 45a March for Life (Marcia per la Vita) a Washington D.C. Vedete qui a volo d’uccello una ripresa, comprimata a 1 minuto di durata, del  corteo quasi interminabile di manifestanti! – Video senza sonoro – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: studentsforlife.org

Un genio a un passo dall’essere abortito

Questo cortometraggio, di realizzazione professionale, si basa su un fatto reale. L’ambientazione riporta al 18° secolo: una gestante si trova sull’orlo di un baratro, e anche il bambino che porta in grembo è minacciato da distruzione… Ma non si arriva a tanto. Invece, alla fine la madre, nonostante il parto difficile, può dire in piena sincerità sì al bambino – o, per usare le parole del film, riesce «ad accogliere le note discordanti» per «comporre con queste una nuova melodia». – Lingua: tedesco con sottotitoli in inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: crescendomovie.com

Il festeggiato era stato abortito
Il festeggiato era stato abortito

È un pensiero che perseguita tante donne dopo un aborto: «Come sarebbe se il mio bambino fosse ancora vivo?» Nel cortometraggio «Aaron», una giovane donna si trova a combattere con questo interrogativo nel giorno calcolato per il compleanno del proprio figlio abortito: immagina di trascorrere la giornata con lui nel parco giochi. Il video culmina con la scena in cui la donna siede sola su una panchina e ode la voce di un bambino piccolo mormorare: «Ti amo, mamma. E ti perdono.» – Lingua: inglese con sottotitoli in italiano – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: lifesitenews.com

«Mamma, voglio raccontare che cos’è veramente l’aborto»

Il cortometraggio «To Be Born» («Nascere») tratta di una giovane donna alle prese con una gravidanza fuori programma e intenzionata di abortire. Nel mezzo dell’intervento si viene a trovare in una penosa situazione: ode la voce della sua figlioletta non ancora nata, che comincia a descrivere gli sconvolgenti particolari di quello che le sta succedendo. – ATTENZIONE: Questo film contiene scene e particolari probabilmente non adatti a minorenni e persone particolarmente emotive. – Lingua: Inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: tobeborn.com – Commento: Cortometraggio con alcune immagini difficile da sopportare, ma realizzato con vera professionalità.

«Sangue del tuo sangue»

Videoclip rap «Dis Fleisch und Bluet» (Sangue del tuo sangue) – Stego feat. Cesca – Lingua: dialetto svizzero tedesco – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: stego.ch