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Notizie23.05.2016

In Cina 63'000 aborti al giorno

Per quanto umanamente prevedibile nessuna svolta rapida in vista

Una donna cinese in lutto.

Una donna cinese in lutto per l’aborto forzato del suo secondo figlio (fermo-immagine tratto da un servizio del canale d’informazione n-tv del 12 ottobre 2013).

Il regime comunista il 1o gennaio 2016 è ufficialmente passato dalla politica del figlio unico a quella dei due figli. Prosegue la coercizione statale nel campo della pianificazione familiare.

La quasi inimmaginabile cifra di 23 milioni di aborti l’anno (equivalenti a 63'000 aborti al giorno, 2625 all’ora, 43 al minuto) è quella che emerge dal rapporto recentemente pubblicato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sulla pratica dei diritti umani in Cina nel 2015. La Commissione nazionale cinese per la salute e la pianificazione familiare stima il numero di aborti compiuti annualmente a circa 13 milioni (pari a circa 35'500 al giorno). Citando un’agenzia di stampa ufficiale cinese, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti rivede tuttavia la cifra al rialzo aggiungendovi altri 10 milioni: la stima di 13 milioni si riferirebbe soltanto agli aborti eseguiti nelle strutture statali ufficiali, mentre la cifra totale di 23 milioni include anche gli aborti farmacologici eseguiti in strutture non governative.

 

Aborti forzati. Negli ultimi 35 anni, le coppie cinesi con un secondo figlio si vedevano confrontate a discriminazioni statali e a una multa equivalente a diversi salari annuali. Nell’autunno del 2015, il partito comunista aveva annunciato la fine della politica del figlio unico, reagendo in tal modo al problema del crescente invecchiamento della popolazione. Tuttavia, con la nuova politica dei due figli appena introdotta, la repressione statale continuerà sullo stesso binario – con la sola differenza che sarà applicata a partire dal terzo figlio. Nella maggior parte delle province, alle donne single non è ancora concesso avere figli. In alcune province le autorità ricorrono inoltre a metodi anche più brutali della «sola» multa pecuniaria. Gli aborti forzati illegali non sono affatto una rarità e sono praticati anche in caso di gravidanze già molto avanzate. I responsabili non sono mai perseguiti. Diffuso inoltre il ricorso alla sterilizzazione forzata.

 

Scarsa voglia di avere figli. Gli esperti sostengono che il cambiamento di politica demografica arrivi tardi per contrastare efficacemente l’invecchiamento della popolazione. Inoltre, in Cina ha avuto luogo un cambiamento culturale: i cinesi – non da ultimo per ragioni economiche – sono diventati poco propensi a fare figli e si sono perlopiù abituati ad averne al massimo uno. E danno la precedenza ai figli maschi, il che spiega la larga diffusione degli aborti selettivi mirati all’eliminazione delle femmine. Soprattutto nelle città ci vorrà molto tempo prima che la nuova politica dei due figli mostri i suoi effetti e, per quanto umanamente immaginabile, nemmeno l’incredibilmente alto numero di aborti diminuirà tanto presto.

 

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