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Politica21.07.2017

10'256 morti… e (quasi) nessuno fa lutto

La pratica della statistica degli aborti rivela disinteresse

Una bandiera a mezz’asta.

Qui si eleva una bandiera a mezz’asta: Dal 2002 (anno dell’istituzione della «soluzione» dei termini in Svizzera), una famiglia del Seeland bernese segnala così il cordoglio per i bambini abortiti. (© Figura: m. a. d.)

13 giugno 2017, viene pubblicato il numero annuale di aborti: un avvenimento quasi non degno di nota per la maggior parte della gente. Eppure dietro a ogni singolo aborto si cela una tragedia – addirittura molteplice. Il sistema della rilevazione dei dati statistici dà l’idea di un’«organizzazione caotica».

Nell’anno 2016 si è abortito in Svizzera 10'256 volte. Ma, attenzione! Questa cifra è – anche se l’Ufficio federale di statistica (UST) non lo dichiara da nessuna parte – una provvisoria. Con molta probabilità, nel giugno 2018 l’Ufficio federale la correggerà in più. Come è sempre avvenuto negli anni precedenti, nel secondo anno dopo l’anno di riferimento la cifra pubblicata nel primo anno subisce tranquillamente un aumento anche di un mezzo percento.

Perché questa procedura, a quanto pare poco seria? Alcuni cantoni – nei quattro anni di riferimento, dal 2012 al 2015 (v. tabella in basso) furono in tutto dodici diversi, tra cui più spesso Argovia, Berna, Basilea Campagna e Turgovia – non riescono a ottenere in tempo utile i dati di tutti gli ambulatori e ospedali e trasmetterli alla Confederazione. È chiaro pure che il tema non ha in questi cantoni alcuna priorità, – dato che la Confederazione pubblica le cifre non prima di cinque mesi dalla fine dell’anno di calendario! L’UST, da parte sua, manca presumibilmente di appigli giuridici verso i cantoni che arrivano troppo tardi: «Non abbiamo possibilità di emettere multe», ha dichiarato a mamma.ch il responsabile per la statistica degli aborti presso l’UST.

L’Associazione Mamma è dell’opinione che, vista la molteplicità della tragedia dietro ogni aborto – tragedia del bambino ucciso, tragedia della madre (almeno consenziente all’uccisione del suo bambino) e tragedia di tutti gli altri implicati (padre del bambino, personale medico, famigliari, amici, ecc.) – sarebbe quanto mai opportuno rilevare i dati degli aborti il più seriamente possibile. L’Associazione Mamma agirà sull’UST al fine di ottenere un miglioramento della statistica.

 

«Organizzazione caotica» nella statistica degli aborti: Anno dopo anno l’Ufficio federale pubblica una cifra degli aborti, che poi l’anno successivo deve essere corretta in più – per causa di «registrazioni tardive» da vari cantoni.

 

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Un genio a un passo dall’essere abortito

Questo cortometraggio, di realizzazione professionale, si basa su un fatto reale. L’ambientazione riporta al 18° secolo: una gestante si trova sull’orlo di un baratro, e anche il bambino che porta in grembo è minacciato da distruzione… Ma non si arriva a tanto. Invece, alla fine la madre, nonostante il parto difficile, può dire in piena sincerità sì al bambino – o, per usare le parole del film, riesce «ad accogliere le note discordanti» per «comporre con queste una nuova melodia». – Lingua: tedesco con sottotitoli in inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: crescendomovie.com

Il festeggiato era stato abortito
Il festeggiato era stato abortito

È un pensiero che perseguita tante donne dopo un aborto: «Come sarebbe se il mio bambino fosse ancora vivo?» Nel cortometraggio «Aaron», una giovane donna si trova a combattere con questo interrogativo nel giorno calcolato per il compleanno del proprio figlio abortito: immagina di trascorrere la giornata con lui nel parco giochi. Il video culmina con la scena in cui la donna siede sola su una panchina e ode la voce di un bambino piccolo mormorare: «Ti amo, mamma. E ti perdono.» – Lingua: inglese con sottotitoli in italiano – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: lifesitenews.com

«Mamma, voglio raccontare che cos’è veramente l’aborto»

Il cortometraggio «To Be Born» («Nascere») tratta di una giovane donna alle prese con una gravidanza fuori programma e intenzionata di abortire. Nel mezzo dell’intervento si viene a trovare in una penosa situazione: ode la voce della sua figlioletta non ancora nata, che comincia a descrivere gli sconvolgenti particolari di quello che le sta succedendo. – ATTENZIONE: Questo film contiene scene e particolari probabilmente non adatti a minorenni e persone particolarmente emotive. – Lingua: Inglese – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: tobeborn.com – Commento: Cortometraggio con alcune immagini difficile da sopportare, ma realizzato con vera professionalità.

«Sangue del tuo sangue»

Videoclip rap «Dis Fleisch und Bluet» (Sangue del tuo sangue) – Stego feat. Cesca – Lingua: dialetto svizzero tedesco – Immagine più grande in migliore risoluzione: clic sul logo YouTube (link sulla pagina YouTube) – Fonte: stego.ch