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Notizie21.09.2017

Obvaldo ha (troppo) semplicemente risparmiato

In merito al divieto dell’edizione speciale 2017 della «Marcia per la Vita»

Flüeli-Ranft.

In questo idilliaco paesaggio prealpino doveva svolgersi il 17 settembre la « Preghiera per la Vita». (© Immagine: flueliranft.ch)

Il giorno del Digiuno è l’alibi invocato per la mancata concessione dell’autorizzazione di una manifestazione di preghiera scomoda: il Canton Obvaldo e i comuni di Kerns e Sachseln hanno con poco garbo proibito la «Marcia per la Vita». È solo «andata storta» o siamo in presenza di uno sviluppo inquietante e indecoroso?

Dal 2010 si svolge ogni anno in Svizzera la «Marcia per la Vita», una manifestazione finora organizzata sempre il sabato precedente la Festa federale di ringraziamento, pentimento e preghiera. Quest’anno il comitato organizzativo ha posto l’accento sull’aspetto della preghiera, scegliendo come ubicazione il luogo dell’agire di Fratello Nicolao, a Flüeli-Ranft. La scelta di spostare la manifestazione dal sabato alla domenica del Digiuno si è purtroppo rivelata infelice, perché ha fornito alle autorità il pretesto per non autorizzarla.

 

Parola chiave: protezione di polizia. Nel Canton Obvaldo la Festa federale di ringraziamento è ancora un giorno festivo importante. Per i comuni e il Consiglio di Stato un pretesto quindi per appellarsi alla legge sui giorni di riposo e rifiutare il permesso invocando il fatto che le manifestazioni organizzate dai difensori della vita sono spesso accompagnate da disordini provocati da contro-dimostrazioni, che sarebbero comunque da attendersi anche se l’evento è stato concepito come puro incontro di preghiera.

Di sicuro, vietando la manifestazione il Canton Obvaldo ha risparmiato molti soldi. Per garantire la libertà di opinione e di riunione (Costituzione federale art. 16 e 22), il Cantone avrebbe dovuto garantire la sicurezza dispiegando forze di polizia, con costi di decine di migliaia di franchi. Simili considerazioni di natura finanziaria non vengono rese pubbliche, ma hanno senza dubbio pesato non poco sul divieto.

 

Avanti come? Il Canton Obvaldo ha quindi (troppo) semplicemente operato un risparmio. Eppure non è accettabile che dei pacifici difensori della vita, col passare del tempo abbiano sempre meno opportunità di radunarsi e muoversi su suolo pubblico, perché necessitano della protezione della polizia a causa di contro-manifestazioni militanti. Questo sviluppo, se confermato, è inquietante e indecoroso.

L’Associazione Mamma esorta pertanto, dopo la «cesura» di quest’anno, a riproporre la «Marcia per la Vita» riportandola, a ragion veduta, nelle città e conferendole nuovamente un indirizzo politico. I difensori della vita sono quindi invitati già ora a partecipare alla prossima edizione 2018 della Marcia!

 

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