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Notizie21.09.2017

Solo 1 di 3 gravidanze di adolescenti finisce in una nascita vitale

Un maggiore sostegno potrebbe salvare più vite di bebè

Coppia di adolescenti con bebè.

Quando una coppia di adolescenti lascia vivere il proprio bebè «fuori programma», è il caso più felice, ma anche più raro. (Immagine simbolica; © immagine: Alamy)

Ritratto della madre di 14 anni della regione di Bienna in «Blick am Abend» del 15 agosto 2017.

All’inizio di agosto, la notizia suscitò molto clamore nella stampa: nella regione di Bienna, gravidanza di una dodicenne, che non abortisce!… Che per buona sorte non vuole abortire, dovrebbe dirsi!

Al confronto internazionale, la Svizzera presenta sì una bassa quota di gravidanze giovanili, e la tendenza è da decenni in calo. Eppure il loro numero non è per nulla trascurabile: ancora dieci anni fa (2007), erano più di 1800 le giovani gravide d’età inferiore a 20 anni. L’anno passato (2016) furono pur sempre quasi 1200. Attualmente, fin quasi due terzi di queste gravidanze si concludono purtroppo con un aborto (vedere grafico in basso). Per le madri al disotto di 15 anni si hanno addirittura, nella media degli ultimi dieci anni, nove aborti per un nato vivo. Al confronto, nella statistica di tutte le donne in età feconda, il rapporto è circa di nove nati vivi per un aborto.

 

Nelle gravidanze giovanili, su 1 bebè lasciato vivere ci sono fino a 2 bebè uccisi.

 

Necessità di un sostegno dalla famiglia. Che anche donne sotto i 20 anni e addirittura anche giovanissime possano lasciare in vita il loro bambino è mostrato in modo evidente da due fatti resi noti lo scorso agosto nella regione di Bienna. Il primo è di una dodicenne rimasta incinta dal suo compagno di 17 anni e intenzionata, dopo un incontro di entrambe le famiglie, a tenere il bambino. L’altro di una quattordicenne, divenuta madre il 21 aprile scorso (vedere riproduzione).

Decisivo per un sì al bebè è il grado di sostegno che ricevono le giovani gestanti. Nei due eventi di Bienna il vincolo famigliare ha funzionato. Ma anche se la famiglia non vuole o non può aiutare adeguatamente, ci sono sempre ancora altri rimedi che quello, spacciato come una banalità, dell’aborto. Un aborto può opprimere in modo particolarmente gravoso lo spirito giovanile!

 

Aiuto professionale. L’Aiuto svizzero per madre e bambino (ASMB) conta su un’esperienza positiva con le gravidanze giovanili, e cioè sul sistema di assistenza alle gestanti nel bisogno, creato sedici anni fa dall’Associazione Mamma (e oggi resosi autonomo). La centrale di emergenza dell’ASMB (tel. 0800 811 100, helpline@asmb.ch) riceve di continuo richieste d’aiuto da ragazze in gravidanza. Le consulenti trattano ogni anno in media dalle 90 alle 100 chiamate di giovani e giovanissime, di età tra 13 e 19 anni (tra cui tre o quattro di 13 o 14 anni).

Se necessario, l’ASMB prende anche contatto con un ginecologo di sua fiducia, per esempio il Dr. med. Werner Förster di Einsiedeln. Costui ha una chiara risposta, scientificamente fondata, alla questione di quanto una ragazza di 12, 13 o 14 anni possa già partorire: «Dal punto di vista puramente fisiologico, nell’età adolescente, i parti sono per lo più senza problemi.» Grazie alla professionale consulenza e all’aiuto che ricevono, le adolescenti seguite dall’ASMB decidono nella maggior parte a favore della vita dei loro bebè. È chiaro che queste giovani madri sono chiamate di colpo ad accettare responsabilità e rinunce, con tutto il resto. Però, come tutte le mamme potranno anche vivere l’esclusivo, impareggiabile arricchimento di vita donato dal loro bebè.

 

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Il festeggiato era stato abortito

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