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Notizie23.07.2018

Nuovo giudice USA: più diritti ai bambini non ancora nati?!

Proteste feroci presso «Planned Parenthood»

Brett Kavanaugh con la sua famiglia.

Casa Bianca, 9 luglio 2018: Donald Trump (a destra) applaude Brett Kavanaugh e la sua famiglia. (© Figura: Alex Edelman/CNP/DPA/Keystone)

Il 9 luglio 2018 il presidente USA Donald Trump ha nominato un nuovo giudice supremo. Brett Kavanaugh è chiaramente più favorevole alla protezione della vita rispetto al suo predecessore che si è ritirato, Anthony Kennedy. Vi è quindi motivo di sperare.

Basta soltanto ascoltare le grida di protesta dei fautori dell’aborto in reazione alla nomina di Kavanaugh, per capire che quest’ultimo rappresenta un cambiamento positivo favorevole alla protezione della vita nella composizione della Corte suprema. «Planned Parenthood», la più importante dispensatrice di aborti in America ha affermato su Twitter che Kavanaugh «rischia di esplicare effetti devastanti per intere generazioni».

In effetti negli USA i giudici supremi sono nominati a vita. Inoltre tale Corte ha la competenza di interpretare la Costituzione statunitense e di prendere le decisioni più appropriate riguardo alle questioni sociali e politiche di maggiore importanza. Le nuove nomine esplicano di conseguenza una portata notevole. Con Kavanaugh la maggioranza conservatrice in seno alla Corte suprema si delineerebbe con maggior chiarezza rispetto a finora: il suo predecessore Kennedy aveva la fama di essere molto liberale, proprio in merito alla questione dell’aborto.

 

«Una buona scelta». Brett Kavanaugh ha 53 anni, è professore di diritto, coniugato e padre di due figlie (cfr. foto). Da dodici anni è giudice federale a Washington D.C. Trump, che lo ha nominato, l’ha definito «una delle menti giuridiche più raffinate e acute dei nostri tempi». Grazie a questa «buona scelta», dirigenti delle organizzazioni americane per la protezione della vita nutrono ora grande speranza per il futuro della protezione della vita.

Anche se non si giungerà subito a una limitazione generale degli aborti, ossia a una revisione di fondo della decisione «Roe v. Wade» del 1973 da parte della Corte suprema, i singoli Stati americani potrebbero ben presto ottenere maggiore margine di manovra per adottare normative proprie in materia di aborto. E questo sarebbe già un grande passo in avanti.

Il presidente USA nomina il giudice supremo, il quale dev’essere poi confermato dal Senato. Kavanaugh sarà sentito dal Senato a partire da settembre. Per poter essere confermato, egli necessita del sostegno dell’insieme dei repubblicani (o di alcuni «dissidenti» democratici). Si prevede una lotta serrata per ogni singolo voto. Dopodiché, a inizio novembre, vi saranno ancora le «elezioni di medio termine» (elezione per il rinnovo della Camera dei rappresentanti e di un terzo del Senato)… L’autunno statunitense si prospetta quindi politicamente intenso e ricco di emozioni!

 

Irlanda: guardare in avanti!

 

Eliminato il divieto. Mentre negli USA potrebbe essere fatto ben presto un grande passo in avanti verso maggiori diritti per i bambini non ancora nati, in Irlanda si è invece andati nella direzione opposta con l’esito del voto sul referendum del 25 maggio 2018. Con una partecipazione alle urne del 64 %, due terzi dei votanti hanno voluto eliminare il divieto costituzionale dell’aborto. Ora con tutta probabilità in Irlanda sarà introdotta, a partire dall’anno prossimo, anche una «soluzione dei termini». Una votazione del genere cancella con un colpo di spugna la protezione dei bambini non ancora nati. Per ripristinarla ci vuole normalmente più tempo, come illustrano gli USA. Questo processo inizia ora anche in Irlanda: bisogna guardare in avanti!

 

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Il festeggiato era stato abortito

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