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Notizie23.04.2020

L’aborto è fra i compiti di un’ostetrica?

Corte europea dei diritti dell’uomo respinge ricorsi

Ellinor Grimmark, Linda Steen.

Le ostetriche Ellinor Grimmark e Linda Steen. (© Figura: adfinternational.org)

Due ostetriche svedesi erano state licenziate dai loro datori di lavoro perché si erano rifiutate di partecipare attivamente negli interventi abortivi. Avevano portato la loro causa fino dinnanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il 12 marzo 2020 scorso è stata divulgata la decisione di ultima istanza.

Mamma.ch ne aveva riferito: con il sostegno di un’associazione di avvocati scandinavi e americani, Ellinor Grimmark e Linda Steen, nel frattempo entrambe attive professionalmente in Norvegia, nel giugno del 2017 avevano sporto denuncia alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) di Strasburgo. Come è necessario davanti alla CEDU, avevano denunciato la violazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, più precisamente la violazione della libertà di pensiero, di coscienza e di religione e del divieto di discriminazione.

 

CASO COPERTO DALLA LEGISLAZIONE SVEDESE. Nella sua decisione dell’11 febbraio 2020, una commissione della CEDU composta de tre giudici aveva respinto entrambi i ricorsi adducendo come motivo la loro irricevibilità. Infatti, pur essendo le suddette libertà state violate, si trattava di una tipologia di casi già coperta dalla legislazione e giurisprudenza svedesi. In Svezia, un datore di lavoro ha il diritto di chiedere ad un dipendente di svolgere tutti i compiti che «normalmente» incombono alla professione. I giudici erano inoltre dell’avviso che le ostetriche non erano state discriminate.

Paul Coleman, direttore dell’associazione di avvocati americana che aveva patrocinato le due ostetriche, ha rilevato in merito alla decisione del tribunale: «Il diritto alla libertà di coscienza è chiaramente protetto dal diritto internazionale! Invece di escludere le ostetriche e altri professionisti del ramo sanitario dalla professione, la Svezia farebbe meglio a tutelare i convincimenti morali di queste persone.» L’obiezione di coscienza è garantita in quasi tutti i Paesi europei. A quanto pare non in Svezia.

 

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